I SOGNI DI UN POETA / Ciro De Novellis

Pubblicato il 9 Aprile 2013

È nel principio stesso della vita, l’evasione, la fuga verso il cosmo e il desiderio di lasciare sul luogo di nascita traccia di se stessi; ma nessuno ascolta la voce di quel bambino che ha dentro e che da duemila anni chiede solo di morire.

IL SENSO DELL’ATTESA di Ciro De Novellis a VEDUTA LEOPARDI 2017

Pubblicato il 5 Luglio 2017

La serata conclusiva di VEDUTA LEOPARDI di Costanzo Ioni anche quest’anno si è svolta all’insegna di un incontro di tutti i partecipanti dell’intera edizione del 2017, come negli anni precedenti. Questa volta però, sul terrazzo panoramico di Paolo Tartarone dove ogni anno si festeggia con il brindisi beneaugurale propiziatorio per l’anno successivo, si è svolto un festoso party per gli auguri alla presentazione del mio nuovo libro IL SENSO DELL’ATTESA edito da La Parola Abitata di Enrico Fagnano. Al party erano presenti molti di quanti hanno partecipato al reading sulle Scale, ed anche amici e poeti invitati per l’occasione; li conoscerete certamente dalle foto e dal programma di lettura i nomi dei poeti presenti, ma giusto citare la presenza occasionale dell’archeologa Anna Abbate, i poeti Sasà Di Natale, Ariele D’Ambrosio, Aldo Ferraris, Antonio Di Maro, Bruno Di Pietro, Ciro Tremolaterra, Giovanna Silvestri, Bruno Galluccio, Floriana Coppola, Lina Sanniti, Federica Russo, Vera D’Atri, Dario Ulkrum Zumk, Gabriella Romano, Giorgio Anastasia, Paola D’Ajello Caracciolo, Luciano Pennino, Matilde Cesaro, Nega Lucas e Vittoria Caso, molti non citati nel programma di lettura, Raffaele Rizzo che è stato presente idealmente attraverso il messaggio del carissimo Vincenzo Villarosa. Tutta la rassegna VEDUTA LEOPARDI 2017 si è svolta all’insegna dell’internazionalità della cultura con interventi d’invitati o turisti stranieri occasionali che hanno lasciato testimonianze della loro poesia. In quest’ultima serata, la presenza dello scrittore Russo Alexandre Urussov ci ha onorati della sua interpretazione de l’Infinito di Giacomo Leopardi (Era pure l’anniversario del poeta), dedicandola a Veduta leopardi e al libro che ho donato. Nel ricordo del clima festoso del poetry party voglio ringraziare gli amici e l’editore de La parola Abitata e cioè Enrico Fagnano per la cura di stile che ha avuto, quasi meticoloso libraro, della mia opera ultima IL SENSO DELL’ATTESA, a Mimmo Grasso e a Sasà Di Natale per avermi regalato splenditi libri. Giusto citare i neo vincitori del premio flegreo Galliope: Roberto Gaudioso e Procolo Sauzullo. Non mancherò di aggiungere qualche amico che sicuramente avrò dimenticato Un ringraziamento particolare va a Paolo Tartarone dal “cuore panoramico” che ha messo a disposizione dell’evento la sua magnifica terrazza del corso. Non posso non citare tutto il parter di servizio ristoro del Bar del Corso di Davide che assieme alla sua deliziosa consorte hanno letteralmente meravigliato persino i poeti che conosciamo masterchef di “Fama”. Grazie per l’ospitalità a Costanzo Ioni, che ogni anno rafforza sempre di più VEDUTA LEOPARDI, casa della poesia di Napoli.
(Ciro De Novellis)

ATELIER / Marcello Dinacci

Pubblicato il 25 nov 2013
Questa poesia è un urlo liberatorio, contro le censure, ma in particolare contro le “etichette”. Utilizzate troppo spesso per incanalare i poeti, queste non possono mettere in evidenza la figura piena dell’artista e ne illuminano un solo tratto. C’è un richiamo a Pirandello, che si lamentò delle numerose etichette postegli, fascista in primis (individuale-nulla-innumerevoli sta per uno-nessuno-centomila). La speranza è che i poeti possano comandarsi da soli.

‘A Maruzzella

Pubblicato il 22 dic 2012
Il Viatico dell’uomo, della famiglia, il viatico sociale. Una storia infinita che non sarà mai conclusa. Eppure la sintesi si nasconde nella semplicità, nel pensiero ingenuo. Potrebbe essere quella semplicità la nostra musa ispiratrice, la nostra verità storica.

Il Canto del Poeta

Pubblicato il 22 lug 2016
LA MIA ANIMA FLEGREA produttore Anna Abbate, regia di Ciro De Novellis
La condizione, ad esempio, dell’animo perturbato e commosso del poeta, secondo il Vico, derivava probabilmente da un pensamento logico di se stesso posto agli esordi della presenza umana davanti all’incanto della vastità, dei colori, dei suoni della natura. Gian Battista Vico immaginava la voce di quell’uomo primordiale che si faceva canto o pianto o grida di dolore e che sussurrava a chi gli stava d’accanto, o che faceva echeggiare nelle grotte o che urlava nelle valli. Ecco allora che senza azzardare ipotesi più remote possiamo almeno affermare che i primi componimenti di oralità tramandate furono già di per sé una rappresentazione culta, drammatica del fare, del comunicare, e furono essi stessi canto e poesia, nella realizzazione de IL CANTO DEL POETA.
Il libro sarà distribuito gratis in ebook sul sito WWW.cirodenovellis.it

Anticipazioni dello spettacolo “Il Canto del Poeta”

Pubblicato il 04 mag 2016
Anticipazioni dello spettacolo di Musica, Canto , Poesie e altro ancora che ha per titolo IL CANTO DEL POETA, prodotto dall’archeologa Anna Abbate e con la Regia di Ciro De Novellis. Sempre nell’ambito della rassegna annuale de LA MIA ANIMA FLEGREA, quest’anno visitiamo il Centro Comunale Polifunzionale Per Minori a Rischio, sito a Marechiaro- Napoli
Durante lo spettacolo sarà possibile ammirare una mostra di pittori contemporanei.

Pescatori

Pubblicato il 12 mar 2016

LO SLAM CHE TENTA DI POETARE
Termini di lavoro, di tutti i lavori, qui raggruppati in un unico ambiente lavorativo, quello della pesca, dove si perpetua, come ovunque , il dramma, la consuetudine, i rapporti interumani che si fanno teatro per la vita, per la società, per la famiglia.

Chiammame

Pubblicato il 01 feb 2016

Lello Olmo a dire il vero, mi fece cambiare alcuni versi che personalizzavano la canzone. Io accettai, ma adesso che ho fatto il video non me la sono sentita di nascondere i miei sentimenti er mio Fratello Francesco che era un leader psicologico tra quelli che contavano. In tutti i campi! Per lui scelsi la più bella voce del tempo.

‘O rilorgio d”a vita

Pubblicato il 10 gen 2016

L’orologio della vita non è fatto di minuti o di secondi, lo puoi vedere nel fondo dei tuoi occhi, nel buio più profondo guardandoti allo specchio. Quello che avremmo voluto chiedere ai nostri genitori e non lo abbiamo chiesto sono le risposte che vogliamo.