Il Canto dei Fiori

Pubblicato il 15 nov 2015

Questo testo lo scrissi pensando ad un luogo spirituale di tarantella napoletana rivolto ad un personaggio mitico tossicodipendente, il quale si premuniva di portare sempre un mazzo di fiori con se per quando sarebbe morto. Fiorellino non pensava a una indifferenza della gente, anzi, egli sperava solo di non dare fastidio, Non chiedeva fiori per la sua morte, chiedeva solo di capire dove e quando egli stesso, figlio del popolo, avesse perso la strada del suo antico viatico.

MIMMO GRASSO / LA MIA ANIMA FLEGREA

Pubblicato il 06 ago 2015
Mimmo Grasso è nato in Calabria, sullo Ionio, e vive nei Campi Flegrei. Gli piace dunque immaginare di accompagnarsi a Pitagora e Virgilio. Si occupa di poesia, di saggistica e di teatro (con l’Asylum Anteatro ai Vergini). È segretario dell’Istituto Patafisico Partenopeo.
La sua tecnica, la sua abilità consiste nel saper gestire il vissuto, la vera argilla da manipolare; ed è con questa infatti che Mimmo Grasso ha potuto plasmare il solco del Sebeto , la via di Taranterra. dopo aver scritto trenta libri di poesia. Ecco perché vado così lento”.

ARIELE D’AMBROSIO / LA MIA ANIMA FLEGREA

Pubblicato il 04 ago 2015
Ariele D’Ambrosio napoletano nato a Firenze nel 1953 è scrittore e poeta, perfomer, esponente di una nuova tendenza riconosciuta come “poesia orale secondaria e sinestetica”, medico specialista in medicina interna. Ha rappresentato in diverse città italiane lavori di poesia a teatro, tratti dai suoi libri.

ROSANNA BAZZANO / LA MIA ANIMA FLEGREA

Pubblicato il 31 lug 2015
Rosanna Bazzano Mediterranea in ogni suo sentire, siciliana di nascita e napoletana di adozione, insignita di numerosi premi e presente in diverse antologie, ha pubblicato cinque libri di cui tre per bambini. Cura un blog di poesia molto seguito: lolivosaraceno. Per quattro edizioni dal 2005 al 2008 viene insignita del Premio Internazionale alla cultura per la poesia del trofeo Medusa Aurea bandito dall’Accademia Internazionale di Arte Moderna di Roma.

ENRICO FAGNANO / LA MIA ANIMA FLEGREA

Pubblicato il 29 lug 2015
Enrico Fagnano ha fondato e diretto le riviste Brilliancity (1982-86), L’Erba (1986-87). E’ stato redattore di Radio Spazi Popolare e dal 1985 è stato tra gli animatori del gruppo dei Poeti del Gambrinus. Ha pubblicato nel 2000 la racolta di aforismi Avvistamenti, nel 2005 la raccolta di racconti La Bomba e il suo contrario e nel 2005 la silloge poetica Alternative. Dal 2006 al 2012 ha curato il Laboratorio di Poesia della Società Dante Alighieri di Napoli, e attualmente dirige le attività dell’ Associazione Culturale La Parola Abitata.

INO FRAGNA / LA MIA ANIMA FLEGREA

Pubblicato il 28 lug 2015
Ino Fragna ha mutuato dal padre la passione per la Poesia Napoletana. Ha frequentato da giovane il prestigioso Salotto Tolino dove ha avuto modo di conoscere , insieme ad alcuni poeti emergenti, quasi tutti gli epigoni della grande tradizione partenopea del secolo d’oro.
Proprio in quell’ambiente però ha avvertito l’esigenza di tentare strade nuove che, pur nel rispetto dei canoni tradizionali, dessero alla poesia dialettale orizzonti diversi, legati a tematiche attuali, scevre da orpelli oleografici e minimalisti. Cerca, nelle sue poesie, di evitare il localismo bozzettistico, con l’affrontare temi di carattere universale, con l’intento di approdare al risultato di una Poesia Civile.
Ha pubblicato, nel ’93 : “Addo’ fernesce ‘o mare” e, in collaborazione con Ciro De Novellis , nel 2014,: ”Alla periferia dell’anima”. e una raccolta di sonetti di carattere satirico su vicende politiche italiane. Ha scritto numerosi articoli di critica letteraria e tre testi teatrali di argomento storico.

SASA’ DI NATALE / LA MIA ANIMA FLEGREA

Pubblicato il 27 lug 2015
Salvatore Di Natale è nato a Napoli ed è vissuto in Tunisia fin dagli anni sessanta. Nella città di Napoli a completato gli studi e si è laureato all’Istituto Orientale in Letteratura Francese.
Ha pubblicato con gli editori Enaudi, Garzanti, Campanotti, ecc.. È autore di testi teatrali ed ha creato molti eventi formativi da solo o con “amici”.

La pratica della traduzione (da Baudelaire a Mallarmé, da Dante a Montale) è stata una costante della ricerca poetica di Salvatore Di Natale. Traduzione intesa, ovviamente, come appropriazione/ricreazione del testo “illustre” da parte del poeta-traduttore. Riscrittura, quindi, più che traduzione tal qual col tempo, Di Natale ha seguito tale procedimento anche nella sua rivisitazione dei propri testi in versi. Autocommento, intertestualità, pastiche ironico? L’autore stesso esita nell’etichettare codesta modalità di scrittura.

La mia anima flegrea

Pubblicato il 26 luglio 2015
Abbiamo pensato ad un evento che fosse una progressione in salita di emozioni e di sorprese percorrendo questa volta un viaggio a ritroso nel tempo e cioè: partendo appunto dalla poesia colta della scuola napoletana di interesse nazionale, accompagnata da brani della gloriosa canzone napoletana, per arrivare alle origini più profonde della musica napoletana e cioè più profonde ancora della famosa tarantella, quella che si svolgeva nei rituali notturni, con i poeti Mimmo Grasso, Sasà Di Natale, Ino Fragna, Enrico Fagnano, Rosanna Balzano e Ariele D’Ambrosio. Persino il folklore è stato quindi strumento di rapporto e di attenzione al monito del grande poeta Napoletano Alfonso Gatto pag 172 carlomagno nella grotta…
… anche a costo di essere un napoletano cattivo, introspettivo e cinico dirò che una Napoli sfinita dalle carezze, e dal solletico, chiamata a dissiparsi nella cronaca, è ancora una vergine corrotta ma intatta. occorre portarla a nozze, a nozze di sangue darle il sospirato amante che tante canzoni le hanno promessa invano. occorrerà che da i feuiletons della Serao e di Verdinois, dagli stessi romanzi d’appendice, in quell’empito di commedia umana, nasca un grande scrittore nuovo, freddo che a toccarlo, tutti, ci scotteremo le dita…

L’ ARIA D’ ‘ A NOTTE

Pubblicato il 11 apr 2015

Pensieri d’amore, ricordi, emozioni, richiami di suoni, di antichi sapori … Il rombo di una macchina per un attimo distoglie dall’effimero. Poi dopo si ritorna a sognare. Cose semplici, infondo, come la vita. E questa è la notte.