Gaetano Coppola

Gaetano Coppola

ISTITUTO DI STUDI CARLO PISACANE
Via Cesario Console, 3. Napoli
20/01/84

Mio caro Ciro il tuo libro pervenutomi improvvisamente tra le mani, mi ha messo una smania tale che appena sono stato solo l’ho letto tutto d’un fiato.
Il giorno dopo ho riletto alcune poesie e vi ho ritrovato le stesse emozioni della prima volta. A dirti la verità sono rimasto sorpreso, ma la sorpresa era dovuta al fatto che non avevo letto prima qualcosa di tuo.

Improvvisamente ecco che mi trovo tra le mani “e suonne mariuole” un susseguirsi di emozioni, di strazi, un’evidenziare i colori ed i grigi di questa città, di questo popolo che ha tanto sofferto, ha tanto dato, ma che oggi è fermo; vittima di una politica camorristica. Bravo Ciro ho trovato in te una pulizia di rime uno stile tuo, nostro. Nelle tue poesie ho ritrovato la nostra napoletanità.

Quella pura, quella autentica dei veri figli di questa città. I tuoi studi approfonditi, le tue continue ricerche, le tue erudizioni vengono fuori ed evidenziano il duro lavoro. Leggendoti mi hai fatto sentire più forte nella mia napoletanità.

Mi sono sentito fiero di essere napoletano e non tutti mi hanno dato ciò forza Ciro, ha intrapreso la strada, continua. Sai che questa strada è faticosa e noi siamo quelle prostitute sulle quali tutti hanno da dire, ma pochi sanno quello che devono dire. Non si può dire se non quello che si conosce intimamente. Sono felice per te, perché con la tua bravura hai saputo così bene esprimere con la eleganza e stile Napoli e il napoletano.

Tu sai quanto mi sforzi di fare per questa nostra città. Da buon antropologo e artista, son entrato nel vento, ho varcato le nuvole per arrivare la oltre oceano e presentarla, anche se napoli non ha bisogno di questo! Viviamo l’inquinamento! Orde di barbari ci hanno invaso! Si sono introdotte impurità nelle nostre vene che hanno fatto perdere la fluidità al nostro sangue.

Quando mai il napoletano ha ucciso, l’unica volta che lo ha fatto è sto per passionalità … passione … questo era il napoletano! Guardati attorno, quanto sangue, quanti morti! Per cosa? Per poco, per niente! L’epoca? Il 1984?

Non voglio considerarli … è l’inquinamento, è questa gente venuta da fuori, hanno raggiunto il nostro sangue.

Sulle mie labbra c’è il fiele e nel cuore c’è amarezza, ma ho fiducia, ho la speranza nelle persone come te che col loro frutto, con la loro testimonianza fanno un discorso serio profondo, non in vena nostalgica, la soluzione, od almeno la via.

Auguri Ciro, e forza ti abbraccio Gaetano Coppola.

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