‘A Maruzzella

Pubblicato il 22 dic 2012
Il Viatico dell’uomo, della famiglia, il viatico sociale. Una storia infinita che non sarà mai conclusa. Eppure la sintesi si nasconde nella semplicità, nel pensiero ingenuo. Potrebbe essere quella semplicità la nostra musa ispiratrice, la nostra verità storica.

Pescatori

Pubblicato il 12 mar 2016

LO SLAM CHE TENTA DI POETARE
Termini di lavoro, di tutti i lavori, qui raggruppati in un unico ambiente lavorativo, quello della pesca, dove si perpetua, come ovunque , il dramma, la consuetudine, i rapporti interumani che si fanno teatro per la vita, per la società, per la famiglia.

Chiammame

Pubblicato il 01 feb 2016

Lello Olmo a dire il vero, mi fece cambiare alcuni versi che personalizzavano la canzone. Io accettai, ma adesso che ho fatto il video non me la sono sentita di nascondere i miei sentimenti er mio Fratello Francesco che era un leader psicologico tra quelli che contavano. In tutti i campi! Per lui scelsi la più bella voce del tempo.

‘O rilorgio d”a vita

Pubblicato il 10 gen 2016

L’orologio della vita non è fatto di minuti o di secondi, lo puoi vedere nel fondo dei tuoi occhi, nel buio più profondo guardandoti allo specchio. Quello che avremmo voluto chiedere ai nostri genitori e non lo abbiamo chiesto sono le risposte che vogliamo.

Il Canto dei Fiori

Pubblicato il 15 nov 2015

Questo testo lo scrissi pensando ad un luogo spirituale di tarantella napoletana rivolto ad un personaggio mitico tossicodipendente, il quale si premuniva di portare sempre un mazzo di fiori con se per quando sarebbe morto. Fiorellino non pensava a una indifferenza della gente, anzi, egli sperava solo di non dare fastidio, Non chiedeva fiori per la sua morte, chiedeva solo di capire dove e quando egli stesso, figlio del popolo, avesse perso la strada del suo antico viatico.

L’ ARIA D’ ‘ A NOTTE

Pubblicato il 11 apr 2015

Pensieri d’amore, ricordi, emozioni, richiami di suoni, di antichi sapori … Il rombo di una macchina per un attimo distoglie dall’effimero. Poi dopo si ritorna a sognare. Cose semplici, infondo, come la vita. E questa è la notte.

‘O vico

Pubblicato il 30 apr 2014

A volte sono i luoghi della memoria l’ossatura della tua formazione, del tuo divenire, delle tue ispirazioni. Sono le cose, in fondo, che hai avuto, che cerchi poi di ritrovare: afflato, calore, il sostegno e la protezione di chi adesso non c’è più. Rivedi quel muretto ove ti nascondevi bene alle insidie, ed è facile pure rivederti protagonista tra gli altri, quando magari, hai avuto il tuo leader che ti comandava nel gioco della guerra. La Guerra sì la guerra! A ciascuno la sua guerra. I conflitti, le ostilità. Il desiderio di sopraffazione. Anche un terremoto, in fondo è una guerra.

‘O CANTO D”E TRE’ MAMME

Pubblicato il 12 apr 2014

Dal mito cosmogonico, la Teogonia racconta l’origine del mondo:All’inizio, e per primo, “venne ad essere” Chaos, Spazio beante”, lo “Spazio aperto, la “Voragine”, l’abisso; seguì Gaia, Gea, Ghe, la Terra, che corrisponde sia all’entità “fisica” , più schiacciata nei lati, sia alla personificazione come “dea”, sede sicura ed eterna di tutti gli dèi che abitano l’Olimpo, Madre dai fianchi larghi. Venne poi Tartaro, la realtà tenebrosa e sotterranea, la (katachthònia); poi comparve Eros, il più bello tra gli dèi, il dio primordiale che “scioglie le membra”, e che condiziona l’esistenza dei mortali come quella degli immortali, principio generatore che non genera. Da Chaos sorgono, per condizione partenogenetica, Erebo, le Tenebre e Nyx, la Notte, e dall’unione di Nyx con Erebo nascono Etere, la Luminosità del cielo e Hemere, il Giorno. Intanto da Gaia viene generato, per partenogenesi, Urano “Cielo stellante” pari alla Terra, e sempre per partenogenesi, i monti, le Ninfe e il Ponto cioè il Mare.
E fu da questi che nacquero altre presenze che popolarono l’Olimpo, e si decisero le regole. Poi tutto fu copiato e adattato alle esigenze dei discendenti di Abramo e si ebbe il Vecchio Testamento, e poi il Nuovo, ma questa è storia recente.

‘O CANTO D”E TRE’ MAMME

Nascette ‘e qquatte ô juorno
d”e quinnece ‘e settembre
‘a festa d”a Madonna Addulurata

Mammà steva assettata
cu tutte ‘e ccummarelle
steva facenno ‘e sbreglie int’ô ciardino

a Via Alfano Primo
abbascio Caprichino
steva facendo ‘e sbreglie int’ô ciardino

steva facenno ‘e sbreglie
ch”e scorze d”e ppannocchie
e all’impruvviso avette nu dulore

patemo steva fore
mammeme suspirava
e ‘e tré cummare steveno a guardà

‘a mamma d”e suspire
‘a mamma d”e dulure
‘a mamma ‘e tutte ‘e lacreme chiagnute.

Sò tre ma sò una cosa
e stanno sempe nzieme
stanno facenno ‘e sbreglie int”o ciardino